Allenamento mentaleLife

Io non perdo mai, o vinco o imparo!

Oggi ti racconterò la storia di una Viaggio “finito male” che molto probabilmente ti insegnerà qualcosa… Buona lettura.

Mercoledì 21 Agosto 2019 parto per un viaggio, un viaggio che ho desiderato e pensato a lungo durante l’inverno. Mi sono detto: “sto in giro in bici 4 giorni in solitaria in bici, così senza meta per il gusto di stare con me stesso, con i miei pensieri. Pedalo quando ne ho voglia, mi fermo quando sono stanco. Faccio “un giro in giro”..

Questo il pensiero invernale.., e una volta presa in mano la cartina diventa qualcosa di più strutturato e pianificato… Sai che adoro le sfide e allora ho “messo giù” un programma niente male.

1^ Tappa: Campegine (RE) – Firenze 171 km e 3141 metri di dislivello

2^ Tappa: Firenze – Cortona 163 Km e 2672 metri di dislivello

3^ Tappa: Cortona – Cesenatico 178 Km e 2551 metri di dislivello

4^ Tappa Cesenatico – Campegine 211 Km e 151 metri di dislivello

Wow, mi piace è super SFIDANTE!

Ore 6:51 saluto mia Moglie, un bacio alle bimbe che dormono e parto, inizio a pedalare! I primi 64 Km sono di pianura, mi avvicino all’appennino. Faccio un percorso “alternativo”, voglio evitare le strade trafficate. Inizio a salire verso “Castello di Serravalle”, la salita è ripida e tra un tornante e l’altro mi giro indietro e vedo la pianura dietro di me ricoperta da una colte spessa di umidità..

Umidità e caldo non sono un buon presagio, ma vado avanti. Salgo, salgo e mi fermo in un cortile di una cascina per riempire la borraccia. Chiedo il permesso ad una signora in “abito tipico” contadino, veste lunga con i fiori e un cappellino da ciclista sulla testa con “la punta tirata in su”.

Riempio, ringrazio e la signora mi chiede: “dov’è che vai?”

Rispondo: vado a Firenze!

Le parte una grassa risata.., rido anche io.., so che la sto “facendo grossa” ma è quello che voglio…

Rimonto in sella e continuo a salire ma da li a poche centinaia di metri la strada asfaltata finisce ed inizia una carraia..

Niente da fare, torno indietro e apro il navigatore. L’app che ho utilizzato per pianificare il percorso “più breve” ha si calcolato la strada più corta ma inserendo anche tratti sterrati impraticabili con la mia bici.

Riformulo e ripianifico tutto e il navigatore mi informa che al posto dei 171 km previsti ne dovrò fare esattamente 206 e in quel momento sono a quota 100. Sono a metà strada penso..

Mi dirigo verso il “passo della futa”. Inizia a fare molto caldo, la strada sempre in salita e il mio livello d’allenamento non è adeguato ad un tragitto così impegnativo. Lo sapevo anche prima di partire ma ho sempre la tendenza a pensare che, in un modo o nell’altro, ce la farò!

Presto arrivano i crampi (me li aspettavo) e la “faccenda si fa grigia”… Non è la prima volta che mi vengono i crampi, non è la prima volta che mi “metto nei guai”, spesso se ne vanno come sono arrivati e quindi continuo a pedalare.

Mi fermo a mangiare e riposarmi un po’, me la prendo comoda prima di affrontare l’ultimo tratto di salita lungo e impegnativo di 25 km.

Riparto e dopo nemmeno 1 km mi ritornano i crampi, questa volta più forti e in entrambe le gambe, si bloccano, non riesco a proseguire e “al pelo” riesco a sganciare i piedi dai pedali e scendere dalla bici per allungare i muscoli.

Questa non me l’aspettavo..

E’ dura.., molto dura! Come faccio adesso ad affrontare ancora tutta questa salita e tutta la strada che mi separa da Firenze? Se dovessi pedalare in pianura non ci sarebbero problemi ma in salita, per così tanti km e con il peso del bagaglio è veramente dura.. Inizio a “preoccuparmi”.

Comunque vado avanti, risalgo in sella e quasi subito arrivano ancora crampi e decido di affrontare il tratto più ripido a piedi.  Non posso fare altrimenti se voglio proseguire. Finito il tratto ripido ritorno a pedalare e sembra tutto ok ma appena la pendenza si fa tosta ecco che i miei “amici” tornano a farmi visita.

Di nuovo giù, di nuovo stretching, di nuovo a piedi.., confidando che sia solo un momento di crisi e che più avanti andrà meglio…, vado avanti..

Alterno km pedalati a km camminati prima con le scarpe da bici passando ai lati della strada, poi con le calze, poi una volta usurate, indossando una paio di infradito (brutta scena lo so.. 🙂 ). Mi fa male la schiena, i muscoli si induriscono, non ne posso più sono finito e in aggiunta ogni volta che scendo dalla bici mi fanno compagnia dei “Tafani succhia sangue” mi viene quasi il dubbio che mi stiano usando come bus per arrivare a Firenze..

La logica e il senno mi dicono che devo finire questo calvario, fermarmi al primo albergo/affittacamere/agriturismo/ostello/camping/capanno e passare la notte per poi riprendere il giorno successivo ma…, porca miseria non riesco a farlo.., un po’ come Fonzie che non riusciva a chiedere scusa. E’ più forte di me…, da sempre, da quando sono ragazzino.

Vado avanti.., come se ci fosse una calamita che mi attira verso Firenze…

Affronto a piedi l’ultimo tratto di 10 km che mi porterà in cima al passo della Futa e poi, mancheranno circa 30 km e saranno prevalentemente di discesa. E’ uno strazio, mi partono i crampi anche ai polpacci… Dopo 2 ore arrivo in cima e mi siedo sul ciglio della strada, partono di nuovo crampi, non riesco nemmeno a stare seduto!

Salgo in sella e inizio a scendere solo che non è proprio tutta discesa e appena la strada accenna a risalire, ancora crampi! Ora Basta! Afferro il telefono e inizio a cercare un posto in cui dormire, faccio 1,2,3, 4 telefonate ma NIENTE! Tutto occupato e sono nel bel mezzo del nulla sull’appennino tosco emiliano!

Faccio un bel respiro profondo, mi guardo intorno e…, vado avanti..

Mi rimetto in sella, giù in discesa e appena la strada torna a salire giù a piedi.., poi in un tratto di “pianura” stranamente riesco a pedalare sembra tutto passato ma.., ancora salita e ancora crampi… Sta imbrunendo, accendo le luci e mi viene da piangere.  Arrivo in cima all’ultima salita ed è quasi finita, mi butto a capofitto in discesa, rettilinei, curve a dx, curve a sx e dopo una curva a dx eccola li Firenze, eccola la cupola del Duomo!

Dopo più di 14 ore passate tra sella e cammino sono arrivato! E’ finita! L’emozione è forte, gli occhi gonfi di lacrime di felicità. Sono talmente stravolto e ho sofferto talmente tanto che rivedo completamente i miei programmi. Ho voglia di tornare a casa dalla mia famiglia…, non sono in grado di pedalare così tanto anche nei giorni successivi. Penso, “domani prendo il treno e torno a casa”! E così faccio…, addio al mio viaggio di 4 giorni, addio a quello che avevo previsto.

COSA HO IMPARATO E/O RIPASSATO

  1. Adoro le sfide, adoro mettermi alla prova ma pianificare un viaggio del genere con “nelle gambe” solo allenamenti da massimo 70 km e 350 Mt di dislivello è una cosa STUPIDA! Punto. Negli anni ho capito che fino al doppio dei Km e del dislivello al quale sono abituato, soffrendo, lo posso fare ma così tanto di più no..
  2. A volte i progetti che fai sono “alterati” dall’entusiasmo e dalla voglia di fare e non si realizzano per come li hai pensati. Pensali meglio, con più oggettività e meno entusiasmo. 😁
  3. Quando ti rendi conto che la “strada che hai scelto” è sbagliata, occorre essere rapidi a trovarne una nuova e cambiare i propri progetti. E’stato giusto tornare a casa. 🏃‍♂🚈
  4. Il corpo è un “Sistema” perfetto in grado di tirare fuori risorse infinite per farci sopravvivere, per farci andare avanti. Il limite fisico è anni luce più in alto rispetto ai limiti mentali che ci poniamo. 🤯💪
  5. Il corpo va avanti oltre ogni limite mentale ma poi ti fa pagare il conto, SEMPRE! . Dopo 24 ore esatte e aver mangiato e bevuto abbondantemente pesavo ancora 4 kg in meno rispetto a quando sono partito. Devo ancora recuperare completamente a distanza di quasi una settimana.. 😅
  6. Quando sono devastato dalla fatica e dalla sofferenza capisco SEMPRE quali sono le cose importanti nella mia vita. Mi ricordo maggiormente quanto sono fortunato, provo un enorme senso di gratitudine verso tutta la fortuna che ho intorno. I miei pensieri sono andati tutti alla mia famiglia. La mia gratitudine alla vita. 🙏🙏🙏
  7. La fatica è buona, la fatica insegna e ogni tanto è bene mettersi alla prova, sfidarsi, andare oltre alle proprie capacità del momento. La fatica è mia amica anche se questa volta ho esagerato…  Sono grato alla vita per tutta questa fatica, sono grato alla vita per avermi “costruito” in grado di sopportarne così tanta… 🙏🙏🙏
  8. E’ importante sfidarsi “volontariamente” perchè la vita, prima o poi, ti sfida senza chiederti il permesso sotto forma di problemi di salute, relazionali, professionali, economici.., meglio farsi trovare allenati! Allenati a sfidarti! 💪🏆

STRATEGIE MENTALI VINCENTI

Ora qualche strategia mentale che mi ha permesso di arrivare a Firenze.

  1. Mi sono posto micro obiettivi, ho frazionato il percorso in micro tappe. Pensare a quanti Km e fatica mancano alla metà non è MAI una cosa intelligente da fare.
  2. Il momento più difficile sono stati i 10 km da fare a piedi in salita. Ho sempre fissato la ruota davanti contando i passi. Ogni 100 passi guardavo avanti. Questo per due semplici motivi. Se tieni la mente impegnata a contare non pensi alla fatica e non vedere quello che ti aspetta aiuta a non deprimersi.
  3. Ho ristrutturato il pensiero pensando a quante cose sarebbero potute andare peggio. Poteva piovere, potevo essere senza acqua e mangiare, potevo dover camminare scalzo, potevo non avere le luci per la notte, se fosse stata una gara avrei avuto anche il cronometro da guardare ecc..

Questo è quanto e alla fine.., sono felice di essermi sfidato ancora una volta, sono felice di tutta la fatica provata, sono felice di non aver perso la voglia di sfidarmi ancora in futuro….

Spero che queste mie righe ti possano essere d’aiuto nei momenti di difficoltà, i momenti in cui tutto si sembra perso!

Buona vita! 🤗

Un pensiero su “Io non perdo mai, o vinco o imparo!

  1. Grande insegnamento, grande forza e grande umiltà. Grazie Marco per esserti mostrato con le tue umane fragilità a noi che ti consideriamo invincibile 🙂 .
    Grazie perché dal tuo racconto non emerge sconfitta, ma insegnamento per migliorare ogni volta!
    E comunque…. bravissimo ad essere arrivato a Firenze!!

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